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NOTTI MAGICHE

L’Italia batte l’Inghilterra e vince gli Europei! È una notte magica quella di domenica 11 luglio, una notte che unisce l’Italia da Nord a Sud, da Est ad ovest. Siamo campioni d’Europa, la coppa “It’s coming Rome”. È una favola con lieto fine, il migliore che potessimo immaginare.

Abbiamo ammirato un gruppo forte ed unito, che con grande impegno e dedizione ha dimostrato di poter vincere, partita dopo partita, rigore dopo rigore, un campionato europeo. Siamo sul tetto d’Europa grazie al lavoro di squadra. A Wembley abbiamo dimostrato di essere un Paese che è stato messo a dura prova ma che ha una grande voglia di ripresa. La maglia azzurra unisce l’Italia. Quella stessa Italia che, invece, in un settore strategico come quello della logistica e del trasporto, ha dato prova ancora una volta di essere incapace di creare un fronte comune e compatto. Quella stessa Italia che vanta il primato di avere il parco circolante di veicoli industriali tra i più vecchi d’Europa.

Sicurezza e sostenibilità sono i driver che dovrebbero guidare le politiche di medio e lungo termine legate al settore del trasporto. La roadmap verso la decarbonizzazione è estremamente ambiziosa, le case costruttrici stanno investendo costantemente nello sviluppo di nuove soluzioni di trasporto sempre maggiormente efficienti e sicure, eppure lo sviluppo del settore in Italia sembra un lontano miraggio. Sono sempre i trasportatori a dover pagare il prezzo dell’incapacità di fare fronte comune per ottenere una politica che consenta loro di continuare ad investire in Italia, con la consapevolezza di operare per un settore che è considerato strategico non solo nel momento del bisogno ma sul quale poter puntare nella fase di ripartenza, per conquistare un posto di primaria importanza in un’Europa sempre maggiormente competitiva.

Perché, lo abbiamo ripetuto tante volte, se vince il settore del trasporto e della logistica, vince l’Italia, e se vince l’Italia vincono gli italiani.

 

 

Da soli non si vince. In squadra sì!

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ON SALE!

Che fine farà l’industria automobilistica Italia? Ce lo stiamo chiedendo in molti. La nascita di Stellantis, grazie alla fusione tra Fca e il gruppo francese Psa rappresenta una grave sconfitta per l’industria del nostro Paese. Il tessuto imprenditoriale locale si impoverisce ulteriormente, mentre il management del quarto gruppo mondiale dell’auto parla molto francese e poco, pochissimo italiano. In gioco c’è il futuro dell’Italia, un Paese guidato da una classe politica miope, incapace di comprendere le drammatiche conseguenze di un continuo impoverimento dell’industria italiana, sempre meno competitiva nel contesto europeo.

Un impoverimento che il mondo del trasporto consce fin troppo bene. Negli ultimi anni abbiamo assistito all’emigrazione di tante, troppe aziende del settore verso Paesi esteri. L’emergenza sanitaria ha messo in evidenza quanto il settore del trasporto sia economicamente e socialmente fondamentale e strategico per il nostro Paese. Ci siamo illusi che tutti avessero compreso la strategicità di questo settore.

Eppure, il sistema trasportistico italiano è stato abbandonato ancora una volta, prima in Inghilterra quando si sono manifestati i primi effetti della Brexit e poi in Austria, con l’introduzione del divieto di transito notturno per i camion italiani sul Brennero. I nostri autisti sono stati abbandonati, ancora una volta, quando è stato il momento di identificazione le categorie da vaccinare con assoluta priorità. La circolazione delle merci, tra cui generi alimentari, prodotti farmaceutici, gas medicale non è forse un’assoluta priorità per il nostro Paese?

Il mercato dei veicoli industriali, sostenuto da incentivi e moratorie, secondo le stime di UNRAE ha chiuso con una flessione del 13,8%. Un dato apparentemente positivo rispetto a quanto prospettato. Apparentemente perché la moratoria rappresenta a tutti gli effetti un tampone all’emergenza, i veri problemi economici emergeranno nel corso dell’anno. Questo perché, lo ripeto ancora una volta, un settore considerato strategico necessita di interventi governativi strutturali a lungo termine.

SERVE UNA CLASSE POLITICA CAPACE
E PROGETTI STRUTTURALI DI LUNGO PERIODO